Vi proponiamo una rassegna di alcune delle più interessanti proposte di otto imprese che producono o distribuiscono macchine di piegatura.

[tratto dalla Rivista LAMIERA - Edizione Marzo 2014]

Per capire in che modo sta evolvendo il mondo delle macchine per la piegatura della lamiera, abbiamo coinvolto otto importanti aziende che operano nel settore (Alpewa, Amada Italia, Colgar International, Gaiani Fratelli, G.a.d.e., Gasparini Industries, LVD Italia e Rivit), alle quali abbiamo chiesto di evidenziare le principali tendenze del mercato e di descrivere alcune delle proprie soluzioni più significative.

All'avanguardia, automatizzate, su misura
Dieter Niederfriniger della Alpewa individua due trend significativi: «Il mercato chiede con sempre maggiore insistenza macchine con motori elettrici, in quanto assicurano massima affidabilità e necessitano di minore manutenzione. Il secondo orientamento, invece, è legato alla programmazione, la quale deve essere sempre semplice e rapida: in tal modo è infatti possibile velocizzare la fase produttiva e ridurre il tempo "di passaggio" dal disegno al pezzo finito.



piegatrici-in-vetrinaLa multinazionale giapponese Amada è da sempre all'avanguardia nel campo dell'engineering, dei sistemi di azionamento e della tecnologia "globale" nel mondo della lamiera. Ampia è anche l'offerta nel mondo della piegatura e Lorenzo Finetti, Responsabile General Admin. & Marketing Dept. di Amada Italia Srl (Pontenure - PC) presenta ai nostri lettori la pressa piegatrice ibrida modello HD 100-3 ATC da 100 ton con lunghezza massima di piega di 3060 mm. «Si tratta di un prodotto sul quale puntiamo molto, avendo caratteristiche e prestazioni davvero interessanti: riduzione dei consumi, elevata qualità e massima precisione di piegatura, controllo dell'angolo senza vincoli con gli utensili, aumento della velocità e soprattutto della produttività». 

Essa è infatti dotata del sistema ATC (Automatic Tool Changer), di cambio utensili che consente di attrezzare automaticamente la macchina riducendo drasticamente i tempi morti. «Tale sistema – riprende Finetti – permette di aumentare sino a 5 volte la produttività rispetto a una normale pressa piegatrice attrezzabile manualmente. Riteniamo che sia un'importante innovazione per un settore che necessita sempre più di efficienza e automazione. Da ormai qualche anno stiamo sviluppando soluzioni di questo tipo e tecnologie capaci di ridurre l'intervento manuale degli operatori e minimizzare i tempi morti che incidono notevolmente sul costo finale del pezzo. In tal modo, inoltre, l'esperienza degli operatori può essere "spesa" al meglio nella fase progettuale».


Quest'ultima è oggi una caratteristica davvero importante, in quanto l'abbassamento delle dimensioni dei lotti ha aumentato la varietà di pezzi da produrre».

finettiLorenzo Finetti di Amada Italia offre una panoramica completa: «La tecnologia di piegatura ha fatto molta strada in questi ultimi anni e per tale ragione offriamo al mercato soluzioni che possano accontentare qualsiasi tipo di cliente. Oltre alla produzione tradizionale a base idraulica, infatti, proponiamo macchine "ibride", cioè in parte idrauliche, in parte elettriche, e completiamo l'offerta con macchine completamente elettriche. Ciò che il mercato richiede con forza, in ogni caso, è l'automazione da affiancare a tali macchine, in modo da rendere il processo di piegatura indipendente, veloce e integrato con altre lavorazioni».

Marco Antonini di Colgar International osserva: «Per noi, attualmente il settore che "spinge" di più è quello delle macchine "speciali" di grande portata, dalle 650 alle 3000 ton, progettate per applicazioni particolari, non alla portata di tutti i costruttori, e sulle quali la concorrenza non è molto forte. Si tratta di costruzioni complesse, la cui tecnologia di realizzazione dà parecchie soddisfazioni, per le quali, nonostante le dimensioni elevate, vi è grande richiesta di automazione, per esempio nelle operazioni di carico e scarico della lamiera. Ciò detto vale anche se tali richieste provengono da Paesi quali la Cina, in cui il costo della manodopera è molto basso».

Andrea Gaiani della Fratelli Gaiani insiste sul concetto dell'automazione: «La qualità del processo di piegatura è oggi molto alta. Ciò significa che, per fare la differenza, è sempre più importante contare sull'ausilio delle tecnologie di automazione, che aumentano la precisione e la costanza della produzione e, sul lungo periodo, generano risparmi notevoli».

Aleandro Capatti di G.a.d.e. precisa: «A causa del margine di guadagno ridotto all'osso, le imprese costruttrici italiane, che sono in genere di piccole e medie dimensioni, non possono più vendere macchine standard e semplici. Il business oggi si fa su piegatrici di tecnologia più che elevata e, soprattutto, "personalizzate" in base alle reali esigenze produttive del cliente. Ciò vale soprattutto in Italia, dove è ormai quasi impossibile vendere macchine se non sono configurate e allestite esattamente come richiesto dall'utilizzatore».

Nicola Florian della Gasparini Industries: «A nostro parere le macchine devono essere realizzate in funzione dei mercati e dei Paesi di sbocco. Per esempio, nel Nord e in Centro Europa, al di là della qualità della piega, vi è molta richiesta in termini di ergonomia, riduzione dei costi d'esercizio, efficienza energetica. In altri Paesi, per esempio quelli dell'est europeo, in cui l'elettricità ha un costo decisamente inferiore, la sensibilità rispetto all'efficienza energetica è minore; cresce invece l'esigenza di precisione e di accessori che garantiscano risultati migliori rispetto a pochi anni fa. Insomma, la scelta corretta è quella di adeguarsi alle necessità di chi acquista le macchine».

Secondo Andrew Battistini della LVD, la piegatura è una lavorazione molto difficile, e non è un caso che le aziende manifatturiere, soprattutto in Italia, presentino un "collo di bottiglia" nel reparto di piegatura: «Per tale ragione, è necessario che i clienti si sostituiscano le vecchie macchine con piegatrici moderne, tecnologicamente avanzate, di precisione, flessibili e altamente produttive. Ritengo che di questa tipologia di macchine il mercato abbia bisogno, e in effetti la richiesta è alta nonostante la crisi».

Manuele Avanzolini della Rivit conclude offrendo un punto di vista leggermente differente, quello delle macchine piccole e manuali: «Noi riteniamo che il mercato abbia ancora bisogno di piegatrici come le nostre, destinate alle piccole carpenterie, agli addetti in cantiere, agli artigiani o alle imprese che devono realizzare prototipi. Si tratta insomma di piegatrici volutamente rivolte a un mercato "meno evoluto", dal punto di vista tecnologico, rispetto alla grande industria, e possono essere acquistate con investimenti assai contenuti. Tuttavia, occorre rimarcare che l'attuale domanda di questo tipo di prodotti, a causa della crisi globale che ha colpito molto il settore dell'artigianato e dell'edilizia, non è particolarmente brillante».

 

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