Con un mercato ancora contratto, il comparto della punzonatura cerca di far fronte alle mutate dinamiche puntando l'attenzione su efficienza produttiva e riduzione dei costi di lavorazione.

[tratto dalla Rivista LAMIERA - Edizione Febbraio 2014]

 

La lavorazione della lamiera riveste nel mondo industriale un ruolo di fondamentale importanza: semilavorati piani di diverso spessore e geometria danno infatti luogo a una nutrita varietà di prodotti, molto spesso finiti. A seconda del prodotto da ottenere e/o della particolare fase di processo sono quindi impiegate tecniche e tecnologie di lavorazione altrettanto diverse tra loro, dal taglio alla piegatura, dall'imbutitura alla punzonatura. Ed è proprio sulla punzonatura che abbiamo voluto porre l'attenzione in questo articolo, con l'obiettivo, senza la presunzione di voler essere a tutti i costi esaustivi sull'argomento, di fare il punto sulle nuove tecnologie e sui requisiti prestazionali maggiormente richiesti dal mercato. Mercato il cui stato di salute in riferimento a questa tipologia di macchine e impianti non sembra essere ancora dei migliori. A questo proposito l'opinione espressa dagli addetti ai lavori che abbiamo interpellato è infatti abbastanza univoca: il quadro che ne esce vede un settore dei sistemi dedicati alla punzonatura che ha chiuso un anno senza grandi slanci e in modo pressoché invariato rispetto ai 12 mesi precedenti. Ma il trend positivo registrato nel trimestre finale dovrebbe lasciare presagire a un 2014 più interessante dal punto di vista commerciale, gettando le basi per una concreta e più marcata ripresa che gli addetti ai lavori attendono ormai da troppo tempo.


punz 1Il punto sul comparto
«Dando uno sguardo ai meri numeri – precisa Lorenzo Finetti, responsabile General Admin. & Marketing Dept. Amada Italia – il mercato delle macchine e dei sistemi per la punzonatura ha espresso nel corso dello scorso anno un livello della domanda leggermente superiore a quanto riscontrato nel 2012. Come conseguenza della crisi economica globale, i numeri totali si sono un po' ridotti ma il mercato è vivo e riteniamo che nel futuro, grazie alle nuove tecnologie, si possa tornare a quantitativi molto interessanti». Il mercato della lamiera, richiede sempre più che da parte dei costruttori venga fornita una soluzione alle problematiche del cliente, piuttosto che un ulteriore incremento di performance. Amada con i propri prodotti cerca di proporre un pacchetto che vada oltre la semplice "lavorazione standard di punzonatura" e che possa permettere l'esecuzione di fasi produttive tipicamente ad appannaggio di tecnologie differenti (come la cianfrinatura e la lamatura). Soluzione quindi non solo relativa alla lavorazione del pezzo singolo, ma tecnologie che impattino direttamente su tutto il ciclo produttivo. Anche per Marco Maiocchi, International Sales Manager Euromac, lo stato di salute del comparto non è ancora dei migliori: «Complici diversi fattori – dichiara – tra cui principalmente la generale contrazione dovuta alla situazione di rallentamento economico a livello mondiale, il 2013 si conclude con un significativo calo di fatturato e soprattutto di marginalità. Tuttavia le aspettative per il 2014 sono buone, specialmente per quanto riguarda il mercato europeo che è quello che ha subito la maggiore sofferenza negli ultimi 2/3 anni».
Sulla stessa linea anche Emanuele Gaiani, alla guida insieme al fratello Andrea dell'omonima azienda F.lli Gaiani, che vede il mercato della punzonatura in generale, dopo una contrazione protrattasi per quasi tutto il 2013, in ripresa nella parte finale dello scorso anno: «Le ultime settimane – sottolinea – sono state foriere di numerose richieste da parte di alcuni clienti interessati a rinnovare il loro parco macchine. Per il nuovo anno è necessario vedere e verificare se le stesse avranno un seguito e se la situazione generale del mercato e della politica darà il giusto sostegno». Da non trascurare anche un aspetto più squisitamente tecnologico che mette in evidenza come il calo subito dal mercato delle punzonatrici sia in parte dovuto anche all'avvento dei sistemi laser. A confermarlo è anche l'Ing. Andrew Battistini, direttore vendite di LVD Italia, che aggiunge anche come: «Nonostante ciò, gli ultimi due/tre anni abbiamo notato un ritorno alla lavorazione di punzonatura per via del minor costo. C'è tuttavia il rischio che i laser allo stato solido possano fermare questo ritorno. In questo contesto il 2013 non si colloca tra i miglior anni ma il trend degli ultimi mesi è positivo rispetto ai precedenti, e per l'anno in corso ci aspettiamo sicuramente qualcosa di più». Anche per Riccardo Pellegrini, Sales Area Manager di Prima Power – divisione di Prima Industrie – la situazione attuale del mercato nazionale riguardo agli impianti di taglio lamiera non vede i sistemi di punzonatura nel ruolo di protagonisti. «Anche il 2013 – sostiene lo stesso Pellegrini – ha confermato il trend del mercato di rivolgersi con migliore continuità a macchine di taglio laser 2D per ragioni legate a una più immediata flessibilità e a una fruibilità garantita anche in presenza di operatori non specializzati. Il futuro della punzonatura dunque è, e sarà, maggiormente legato a esigenze produttive specifiche e maggiormente focalizzato sull'ottimizzazione del prodotto semilavorato. Cicli di lavorazione complessi e riduzione dei costi d'esercizio sono elementi discriminanti che dovrebbero riportare maggior attenzione su questa metodologia di taglio della lamiera metallica». Per l'Ing. Alberto Vismara, Division Manager Divisione Macchine Trumpf Homberger, le cause del declino dei numeri legato al prodotto punzonatrici sono principalmente due: «Prima di tutto la durata media di un impianto di punzonatura è mediamente più alta rispetto a quella di un impianto laser per esempio, e quindi in una situazione di mercato in contrazione, la propensione a investire in un impianto di punzonatura è bassa. In secondo luogo – prosegue lo stesso Ing. Vismara – la punzonatrice è una macchina flessibile ma, nello stesso tempo, di più "difficile" utilizzo rispetto a un impianto laser, che garantisce sulla carta, oggi, prestazioni più elevate e flessibilità sulle due dimensioni più alta. In questo clima la tendenza è verso numeri di vendita in Italia inferiori, anche se il clima di fiducia, il lavoro che continua a esserci e una tendenza verso margini bassi, fanno ben sperare in un miglioramento nel settore punzonatrici dovuto principalmente al fatto innegabile che il costo di gestione e di manutenzione (ordinaria e straordinaria) di una punzonatrice è decisamente più basso rispetto a un impianto di taglio laser».


Nuove dinamiche di mercato
Lo scenario delineato evidenzia quindi una contrazione e una instabilità che, sebbene in miglioramento, sembrerebbe aver mutato per certi aspetti le dinamiche di mercato e d'investimento in nuove macchine. In che termini? Il ricorso al credito è cosa nota come risulti molto più difficoltoso rispetto al passato e questo, unito all'incertezza e agli ordinativi ricevuti dall'andamento molto fluttuante, non ha agevolato le scelte imprenditoriali. Senza dimenticare che quando gli addetti ai lavori si rivolgono all'estero devono affrontare anche il problema non trascurabile dell'indebolimento di molte valute nei confronti dell'euro. Quello che emerge è dunque il fatto che le aziende prima di sostituire e/o aggiornare il proprio parco macchine necessitano di certezze in termini di ritorno economico che allo stato attuale delle cose risulta molto difficile da calcolare. Ora più di prima è necessario che l'investimento debba essere studiato con attenzione e valutato tenendo conto di tanti differenti parametri. Nuove dinamiche di mercato che impongono quindi le PMI verso investimenti contenuti, ovvero verso impianti di seconda mano che diano comunque la giusta garanzia in termini di affidabilità e produttività nel tempo. Laddove invece le aziende risultano ben strutturate e dotate di consolidata capacità di gestione dei flussi finanziari (e che possono contare su un minimo di programmazione anche se nel breve termine), si opera in termini di sostituzione di impianti ritenuti non più efficienti, a favore di nuove macchine più performanti, a consumi energetici contenuti e ad alta produttività.


Prestazioni, efficienza e flessibilità
Nonpunz 3 sono più quindi le sole e mere prestazioni a rendere una macchina o un impianto di punzonatura migliore di altri, così come cambiati sono anche i parametri chiave di valutazione e considerazione in riferimento alla di un prodotto. Con queste prerogative abbiamo chiesto agli intervistati un'opinione sui principali settori oggi ritenuti maggiormente trainanti e quali le principali richieste in termini di prestazioni, efficienza energetica, (multi)-funzionalità. «Non più solo velocità e precisione – conferma Finetti di Amada Italia – ma anche economicità e soprattutto flessibilità d'uso che permetta al cliente di soddisfare il maggior numero di lavorazioni possibili. L'efficienza energetica, visti i costi di energia elettrica ma non solo, è un aspetto divenuto di estrema importanza». Amada dagli anni 2000 ha abbandonato la tecnologia idraulica nelle proprie punzonatrici proponendo solo modelli completamenti elettrici; minori consumi energetici, assenza di oli da smaltire rappresentano passi fondamentali per adottare una filosofia eco-friendly a tutto tondo. Per Euromac i settori trainanti restano quelli legai ai quadri elettrici o energia in generale, il settore alimentare e fornitura di cucine industriali e in alcune zone anche la costruzione.
«I nostri clienti – sottolinea Maiocchi di Euromac – diventano sempre più esigenti richiedendo dalla macchina la massima versatilità e multifunzionalità. In alcune zone del mondo anche l'efficienza energetica ha il suo peso e la nostra azienda è all'avanguardia nel soddisfare entrambe le richieste». Per la F.lli Gaiani, a fronte del calo generalizzato delle carpenterie medio-pesanti, il settore della ventilazione aziendale è forse quello che a tutt'oggi mantiene una maggiore stabilità nella produzione, soprattutto qualora l'azienda si trovi ad avere una maggiore presenza sul mercato estero. «Le richieste di chi desidera approcciarsi all'idea di acquisto – dichiara Emanuele Gaiani – sono sicuramente indirizzate verso macchinari automatici in grado di ridurre i tempi di lavorazione, gli scarti di materiale e l'impiego di manodopera nel processo produttivo. Ancora pochi sono coloro che considerano macchinari di tipo «elettrico» in grado di ridurre sensibilmente i consumi energetici». Il settore oggi maggiormente trainante è secondo quanto osservato da LVD Italia l'elettronica. Quali invece le principali richieste in termini di prestazioni, efficienza energetica, (multi)-funzionalità? «Sicuramente – asserisce l'Ing. Andrew Battistini di LVD Italia – c'è una maggior attenzione ai consumi. Principalmente la punzonatrice non viene utilizzata per forare e basta, ma per eseguire sempre più deformazioni sul pezzo tra cui per esempio filettature, bugne e così via». L'analitica disamina effettuata da Riccardo Pellegrini di Prima Power riconosce come nell'ambito della punzonatura tradizionale tutti i settori dove è presente la lavorazione della lamiera possano essere trainanti, ribadendo come nel corso del tempo l'esigenza di macchine altamente prestazionali abbia cambiato i parametri di valutazione. «In questo contesto – aggiunge lo stesso Pellegrini – quadri elettrici, ascensoristica, elettrodomestici, refrigerazione commerciale rappresentano le aree dove le applicazioni richieste si focalizzano maggiormente sulla capacità di affrontare produzioni massive e/o altamente flessibili. L'esigenza di continue personalizzazioni di prodotto chiede di poter fruire di sistemi produttivi che siano facilmente gestibili anche in caso di continui cambi di produzione». Da circa 15 anni le macchine Finn Power, ora Prima Power, sono state continuamente sviluppate ed evolute basandosi su sistemi servo-elettrici. Alta efficienza e produttività abbinate a un bassissimo consumo energetico rappresentano per l'azienda torinese gli elementi chiave per la moderna punzonatura: elementi che permettono di classificare gli impianti attuali come veri e propri centri di lavoro. Di più ampio respiro la riflessione dell'Ing. Alberto Vismara, Division Manager Divisione Macchine Trumpf Homberger, secondo cui la punzonatrice rimane comunque la base di una carpenteria per lavorazione lamiera: «Pensiamo solo che è l'unica macchina che permette la lavorazione senza ripresa di un pezzo dotato magari solo di qualche foro filettato e quindi non esiste un settore principale anche se il settore elettrotecnico e costruzione di armadi elettrici rimangono a mio avviso tra i principali.

E se la punzonatrice mono portautensile – aggiunge lo stesso Ing. Vismara – è sempre stata una macchina in cui il consumo elettrico, anche se elettroidraulico è sempre stato basso, il raffreddamento dell'olio non richiede scambiatori dotati di compressori dispendiosi e quindi c'è una tendenza a ridurre i consumi energetici, ma non elevata data l'efficienza già intrinseca nel processo. Le tendenze vanno quindi prevalentemente nella direzione dell'aumento della produttività, nel migliore utilizzo del materiale, ovvero parte più importante di costo del pezzo, e nell'incremento delle lavorazioni possibili con un aumento della qualità dei pezzi e della sicurezza di processo».


Le Punzonatrici "del futuro"
Sebbene la punzonatura possa considerarsi ormai una metodologia di lavorazione consolidata, l'innovazione continua apportata dai progettisti e costruttori consente di mantenere elevato il proprio livello di competitività. Quale l'opinione dei diretti interessati? Quali i benefici attesi dal punto di vista produttivo e di ottimizzazione di processo. Per Lorenzo Finetti di Amada Italia la punzonatrice del futuro deve essere flessibile e automatica: «I maggiori benefici attesi si possono sintetizzare nel concetto di ampliamento del range produttivo. Non solo andare più forte, ma andare più forte potendo fare più tipi di lavorazioni e, soprattutto, farle il più possibile in maniera automatizzata. Tale ricerca di automatizzazione si può declinare in tre aspetti: ottenere la massima riduzione delle fasi di »tool setup», infatti tali attività se eseguite in manuale possono risultare molto onerose e molto poco controllabili dal punto di vista economico/temporale; miglioramento della fase di separazione dei pezzi; miglioramento del processo produttivo ottenuto con l'aggiunta di sistemi di carico e scarico». Come osserva lo stesso Finetti: «In tutto ciò non va dimenticato l'aspetto fondamentale: l'automatizzazione rende il know- how patrimonio dell'azienda e prescinde dalle capacità e dalle conoscenze del singolo». Anche Marco Maiocchi di Euromac conferma come ormai sulla punzonatura ci sia poco da inventare: «Ma resta un processo consolidato e ancora molto efficiente – aggiunge – anche se confrontato con tecnologie più moderne. Sicuramente ancora una volta la richiesta è quella della versatilità e della capacità della «macchina» punzonatrice di adattarsi velocemente alle mutevoli esigenze di prodotto». Per Emanuele Gaiani della F.lli Gaiani l'obiettivo di quanto una punzonatrice possa offrire invece è unico: minimizzazione dei costi di produzione in quanto rappresenterebbe un punto di partenza importante per il prossimo futuro. «Ovviamente – sottolinea – per quanto riguarda il futuro, in caso di ripresa più stabile e concreta dell'economia, molti potrebbero trovarsi al bivio tra la scelta di una punzonatrice e una macchina laser». L'Ing. Andrew Battistini di LVD Italia ribadisce la propria propensione nei confronti della ricercata flessibilità operativa: «Come già ampiamente espresso, i nuovi requisiti richiesti riguardano sicuramente la possibilità di eseguire molte deformazioni, in particolar modo le pieghe. In altre parole la «punzonatrice del futuro» deve diventare quasi una «pannellatrice».
Altrettanto chiara e decisa la risposta e la posizione assunta sull'argomento da Riccardo Pellegrini, di Prima Power: «Per quanto riguarda la nostra gamma di prodotto possiamo sostenere senza il pericolo di essere arroganti che i benefici derivanti dal loro utilizzo sono già una consolidata realtà. In questo contesto si vanno quindi a inserire macchine altamente prestazionali e precise, uso esteso anche di utensili di ultima generazione a deformazione continua, interfaccia utente sempre più a misura d'operatore, facilità di programmazione anche dei cicli di lavoro più complessi, utilizzo del macchinario per produrre sempre di più semilavorati completi di lavorazioni aggiuntive quali codifica prodotti, deformazioni, filettatura e marcatura».

L'Ing. Alberto Vismara di Trumpf Homberger in relazione ai benefici attesi dal punto di vista produttivo e di ottimizzazione di processo richiama invece l'attenzione su aspetti operativi ben specifici: «La lavorazione senza grigliato residuo – sottolinea – anche per pezzi di forma non squadrata con un nesting geometrico, come per un impianto di taglio laser, su una punzonatrice con una aumento del 15% dell'utilizzo del materiale, rappresenta senza dubbio l'innovazione più importante negli ultimi anni nel settore della punzonatura. Si punta inoltre molto sulla sicurezza di processo e quindi controllo rottura punzone e rottura maschio di filettatura per garantire pezzi sempre finiti, passando all'adozione di sensori e accorgimenti che permettano alla macchina di ripartire da sola nel caso di piccoli impuntamenti della lamiera o del pezzo. Non bisogna poi dimenticare la lavorazione senza graffi, tramite la matrice abbassabile, accompagnata dalla funzione sbavatura che permettono, grazie a nessun contatto tra matrice e superficie inferiore del foglio durante la sua movimentazione e la sbavatura delle micro bave di punzonatura, una qualità elevatissima della superficie inferiore del foglio. Oggi inoltre tramite una punzonatrice è possibile creare griglie che durante la lavorazione rimangono piane anche con alti spessori, grazie a movimenti congiunti matrice, premi lamiera punzone. La punzonatrice del futuro sarà quindi una macchina più automatica a 360°, garantendo sempre, proprio per ragione di processo, uno scarico separato e impilato di tutti i pezzi, cosa che oggi un impianto Laser non riesce sempre a garantire».

 

 

 

 

 

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