Facciamo il punto della situazione sull'una e sull'altra tecnologia di taglio, confrontando campi di applicazione, innovazioni e future evoluzioni.

[tratto dalla Rivista LAMIERA - Edizione Febbraio 2014]

 

laser plasma 8Mettere a confronto taglio laser e taglio plasma non è operazione facile, in quanto si tratta di tecnologie dissimili e spesso utilizzate in ambiti applicativi differenti, anche se hanno finalità produttive simili e, in alcuni casi, punti di "sovrapposizione", cioè possono farsi "reciproca concorrenza". Poiché le innovazioni sono tante, e la crisi economica sta modificando il modo di lavorare delle imprese meccaniche, abbiamo pensato di evidenziare le principali tendenze del mercato, coinvolgendo sei importanti aziende del settore: A.B.Esse, Amada Italia, Bystronic Italia, Koike Italia, Pav.El Steel e Victor Technologies. Abbiamo cercato di capire, con il contributo di tali imprese, non solo lo stato di salute del settore, ma anche vantaggi e svantaggi dell'una o dell'altra tecnologia a seconda dei diversi ambiti d'utilizzo. Resta inteso che, ovviamente, non esiste una tecnologia migliore dell'altra, né limiti precisi d'utilizzo. Esistono invece molti casi produttivi che possono essere affrontati in modi diversi per rispondere a varie esigenze applicative.

laser plasma 7

Una piccola fascia di "sovrapposizione"
La A.B.Esse Srl di Bologna è impresa fondata nei primi anni novanta, nata per costruire e commercializzare ricambi per macchine taglio laser industriali. L'amministratore delegato, Alberto Emiliani, introduce così l'argomento: «Noi operiamo prevalentemente nel mondo del laser, ma abbiamo conoscenza indiretta della tecnologia plasma attraverso i nostri clienti che, molto spesso, utilizzano entrambe le tecnologie. Ritengo che il plasma abbia guadagnato posizioni rispetto al laser durante gli anni più bui della crisi, come sorta di "ripiego", in quanto una macchina di taglio plasma può costare circa un terzo di una di taglio laser, il cui costo complessivo è di centinaia di migliaia di euro. Con la ripresa del mercato, sembra che il trend stia cambiando». Tuttavia, è il tipo di applicazione a far propendere per l'una o per l'altra tecnologia: «Il plasma è adatto a lavorazioni di carpenteria pesante, di non elevata precisione, e su lamiere di grosso spessore; il laser, invece, viene generalmente utilizzato per lamiere con spessore non superiore ai 20 mm, è più flessibile e veloce, e garantisce un taglio maggiormente accurato». Le due tecnologie possono essere in qualche caso alternative? «Sì, certo. I laser più moderni possono tagliare spessori sino a 30 mm, e noi stessi spingiamo in molti casi i clienti a optare per questo tipo di prodotti. Dunque, nella fascia di spessori compresi tra 20 e 30 mm le qualità e le performance del laser possono essere comparabili a quelle di un taglio plasma ad alta definizione. Per spessori inferiori ai 20 mm, tuttavia, non c'è partita: il laser è più specifico e non ha rivali, così come il plasma è l'unica strada possibile per spessori superiori ai 30 mm».

 

Qualità a vantaggio del Laser
Amada è nota multinazionale giapponese da sempre all'avanguardia nel campo dell'engineering, dei sistemi di azionamento e della tecnologia "globale" nel mondo della lamiera. Nel particolare settore del taglio laser, Amada offre macchine decisamente evolute, dotate di sorgenti a CO2 o a fibra che sviluppa in proprio. Lorenzo Finetti, Responsabile General Admin. & Marketing Dept. di Amada Italia Srl (Pontenure - PC) esordisce: «Fino a qualche anno fa i due mercati viaggiavano in parallelo senza sfiorarsi. Di recente, invece, grazie al miglioramento della qualità del taglio plasma, c'è stata una sorta di "sovrapposizione", soprattutto sugli spessori "medi", per i quali entrambe le tecnologie hanno voce in capitolo. Tuttavia, l'introduzione sul mercato della tecnologia a fibra ha capovolto, a mio avviso, la situazione nuovamente a vantaggio del laser, in quanto il fibra garantisce bassi consumi e grande facilità di utilizzo. Inoltre, i nostri nuovi generatori CO2 da 6 kW permettono di tagliare spessori che fino a pochi anni fa era possibile tagliare solo con il plasma: 32 mm per il ferro, 30 mm per l'acciaio inox». In quali casi, dunque, il plasma è secondo voi ancora una tecnologia vincente? 

«Quando l'utilizzatore deve realizzare pezzi senza un elevato livello estetico o con spessori superiori ai 30 mm; e quando ha la necessità di effettuare un investimento ridotto». Finetti conclude ritornando a parlare di laser: «Noi puntiamo molto sul laser fibra, ma contingentemente investiamo molto anche sulla ricerca nel CO2 , in quanto riteniamo che le due tecnologie non siano in contrasto ma complementari. Entrambe le sorgenti, insomma, possano dare "soddisfazione tecnologica" ai nostri clienti».

 

CO2 e Fibra, binomio vincente
Bystronic ha acquisito rilevanza internazionale quale fornitore di soluzioni ad alto valore aggiunto per la lavorazione di lamiere, piatti e tubi. In particolare, propone efficienti sistemi per il taglio a laser e a getto d'acqua, nonché per la piegatura. Giovanni Fusi, Area Manager di Bystronic Italia Srl (Bovisio - Masciago, MB): «Gli utilizzatori chiedono macchine sempre più performanti, dove per "performante" si intende il giusto compromesso tra prestazioni elevate e bassi consumi energetici e di gestione. La tecnologia laser sta seguendo tale trend e noi stiamo investendo decisamente per proporre soluzioni verso questa direzione; soluzioni che accontentino i nostri clienti». Quanto al confronto tra taglio laser e taglio plasma, Giovanni Fusi osserva: «Il plasma è una tecnologia destinata maggiormente ai grandi spessori, mentre i laser CO2 o a fibra, in genere, vanno da pochi millimetri a 25 mm e poco oltre, a seconda dei materiali da tagliare. Le macchine laser hanno mediamente costi superiori rispetto a quelle al plasma, ma garantiscono maggiore flessibilità e precisione superiore. In questi ultimi anni il plasma ha perso quote di mercato, anche perché la tecnologia laser è molto progredita e assicura grandi vantaggi, in particolare con l'avvento delle sorgenti a fibra. Insomma, noi crediamo che il laser, grazie allo sviluppo delle sorgenti in fibra e al miglioramento di quelle a CO2 , avrà sempre maggiore diffusione nei mercati evoluti e per tale ragione continueremo a investire in tale direzione».

 

È lo spessore il parametro di scelta
Koike Engineering Germany è un gruppo di importanza internazionale che fornisce soluzioni per la lavorazione della lamiera, in particolare macchine per ossitaglio, taglio laser e taglio plasma, taglio a smusso, marcatura e foratura. Massimo Epis, amministratore delegato di Koike Italia Srl (Rodano, MI) ritiene che le due tecnologie non siano "nemiche" ma complementari: «Negli ultimi anni la qualità del taglio plasma si è avvicinata a quella del laser ma, in generale, è lo spessore a fare la differenza. Generalmente, il plasma è competitivo per gli spessori medio-grandi, direi dai 15 mm in su; comunque, per alcune tipologie di pezzi, in particolare per ponti e grandi carpenterie, il laser resta più indicato anche sui grandi spessori perché permette una qualità dei fori nettamente superiore». Vi sono casi in cui le due tecnologie possono considerarsi in concorrenza? «Ciò accade, ritengo, per gli spessori tra i 10 e i 15 mm in quanto costo e velocità di taglio sono comparabili. In generale abbiano notato negli ultimi anni una buona diffusione delle macchine di taglio plasma per diversi motivi: minor costo dell'investimento, maggior economicità di gestione e, soprattutto, tendenza del mercato a richiedere pezzi con grandi spessori». Epis conclude con uno sguardo alle cosiddette "combinate": «La soluzione più "giusta", nella maggior parte dei campi applicativi, a mio avviso, è quella plasma–ossitaglio, in quanto permette di coprire un range vastissimo di spessori lavorabili, dai pochi millimetro del plasma sino ai 200 mm dell'ossitaglio. Altri propongono plasma-waterjet; la soluzione comunque meno consigliabile dal punto di vista tecnico è proprio quella laser-plasma».

 

Utilizzati in ambiti diversi
La Pav.El Steel Srl di Levane Bucine (AR) nasce nel 2009 come impresa operante nel settore della produzione e del commercio delle macchine per la lavorazione della lamiera, nonché della relativa assistenza tecnica. Dal 2010 offre al mercato Plasteel, macchina al taglio plasma in HD precisa, robusta, affidabile e di fascia superiore. «Il taglio laser e il taglio plasma sono tecnologie differenti rivolte a settori diversi nel mondo delle costruzioni meccaniche», spiega Daniele Ricci, uno dei progettisti della casa aretina. Il quale aggiunge: «Il laser è indicato allorché occorre tagliare lamiere fini, e così pure in applicazioni in cui è richiesta notevole precisione dimensionale e accuratezza di taglio». Con tale tecnologia, inoltre, è possibile raggiungere velocità di taglio notevoli, il che può rendere economiche le lavorazioni che normalmente sarebbero più costose rispetto al taglio plasma in termini di consumo sia di energia elettrica sia di gas. Ricci aggiunge: «Nel settore del laser è in corso una vera e propria rivoluzione che sta portando a sostituire, o perlomeno a integrare, gli impianti aventi sorgenti a CO2 con quelli dotati di sorgente a fibra ottica, i quali amplificano lo spettro di materiali lavorabili, riducono i consumi energetici e semplificano la struttura della macchina e la relativa manutenzione». Daniele Ricci confronta poi le due tecnologie: «Il taglio plasma è particolarmente adatto per lamiere di spessore sino a 50mm per gli acciai e fino a 30 mm per l'alluminio, mentre i laser «normali» possono tagliare al massimo 20 mm d'acciaio, 8 mm d'inox e 12 mm d'alluminio. La velocità massima in rapido del plasma è quasi la metà rispetto a quella del laser il quale, tra l'altro, garantisce anche lavorazioni di maggiore precisione. Tuttavia, le ultime innovazione con la tecnologia High-Definition rendono la precisione del taglio plasma non troppo lontana da quella del taglio laser. E non è un caso che, a mio parere, negli ultimi anni il plasma abbia eroso quote di mercato al laser, anche perché prevede un investimento iniziale meno oneroso».

 

La forza dell'integrazione tecnologica
Victor Technologies Srl (San Giuliano Milanese, MI) è azienda del gruppo Victor Technologies International, Inc. che distribuisce attrezzature per saldatura e taglio in tutta Europa, prevalentemente a marchio Victor- Thermal Dynamics. Franco Monechi spiega: «Noi operiamo principalmente nel mondo del plasma e dell'ossitaglio, non direttamente in quello del laser di cui tuttavia abbiamo necessariamente buona conoscenza. Plasma e laser si sono vicendevolmente erosi quote di mercato a fase alterne, in conseguenza delle diverse innovazioni e delle varie fasi economiche avvicendatesi negli ultimi anni. Il plasma, in particolare, ha conquistato molto terreno sui grandi spessori, da 30 sino a 50 mm, a scapito dell'ossitaglio. Al contrario, i nuovi laser hanno guadagnato posizioni sul plasma in quanto possono lavorare in maniera competitiva sino ai 15 mm e oltre». Poi, l'avvento del laser fibra ha ulteriormente rafforzato la posizione del laser in quanto ha permesso di accrescere il range di spessori e di abbassare i costi di gestione: «Chiaramente, la scelta dell'una o dell'altra tecnologia deriva dalla precisione richiesta, dal numero di pezzi da realizzare e dall'entità dell'investimento. Ritengo che il plasma avrà ancora una grande diffusione, soprattutto per spessori superiori, tra i 15 mm e i 50 mm, per i quali la richiesta di maggiore precisione può essere eventualmente soddisfatta con successive lavorazioni per asportazione di truciolo». Monechi conclude: «Molte officine stanno ampliando il loro parco macchine, e sempre più spesso rileviamo la presenza di macchine di ossitaglio in combinazione con il taglio plasma, oppure di taglio laser e plasma. Si sta diffondendo anche il waterjet, specialmente in caso di lavorazioni di materiali non ferrosi. Io ritengo che tutte e quattro queste tecnologie abbiano precisi campi di applicazione e permettano di coprire per intero le diverse esigenze nel settore del taglio della lamiera».

 

 

 

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